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Quelli che…Se non mangi quello che desideri, tuo figlio nascerà con una voglia.

31 Lug

Morso di cicogna, voglia di fragola, caci degli angeli, naso di Cyrano…ma quanti strani nomi la tradizione ha voluto dare a quella grande quantità di macchie, macchiette, puntini, rigonfiamenti di tutti i rossi possibili fino al viola bluastro e persino al giallo che compaiono così spesso sulla pelle dei bambini dalla nascita alle prime settimane di vita!

Secondo la tradizione popolare quando la mamma desidera un particolare alimento e tocca una parte del corpo prima che la voglia sia soddisfatta, il bambino nascerà con una macchia, rappresentativa del desiderio insoddisfatto. Esiste una vera e propria tassonomia delle voglie e il bello è che in essa vi rientrano cibi che prima non esistevano o che sono circoscritti a precise aree geografiche. Ad esempio in Umbria esiste la voglia di porchetta!

In verità le macchie cutanee rossastre altro non sono che degli angiomi formati dall’accumulo di vasi sanguigni sotto la pelle, mentre gli angiomi color caffè sono causati da una maggior concentrazione di melanina. Deduciamo che la comparsa di macchie cutanee nel bambino non è in alcun modo legata alla soddisfazione alimentare della madre.

Il termine angioma indica una anomala proliferazione di alcuni vasi sanguigni, per un difetto nel loro sviluppo, circoscritta a una zona limitata della pelle. Una malformazione che può essere congenita, e quindi già presente alla nascita, o acquisita, nel qual caso compare in epoca successiva. Ne esistono di molti tipi e, attualmente, vengono suddivisi in emoangiomi o angiomi immaturi, e malformazioni vascolari.

“Spesso gli angiomi sono congeniti e appaiono dalla nascita, ma sia chiaro: i desideri della mamma in gravidanza non c’entrano nulla”, dice Emilio Berti, professore ordinario di dermatologia all’Università di Milano Bicocca. “Che spunti una chiazza rossa sul neonato perché la gestante voleva mangiarsi le fragole è un’assurdità scientifica! Contraddetta, tra l’altro, dal fatto che alcuni angiomi possono manifestarsi anche in età avanzata. La maggior parte di queste anomalie vascolari dei bambini, comunque, svanisce entro i dieci anni di età”.

Tutte queste macchiette vanno lasciate stare e non c’è alcuna terapia da seguire. Interessante è invece conoscere come si formano. Queste anomalie risalgono alle prime settimane successive alla fecondazione. Nell’embrione i vasi sanguigni iniziano a formarsi già alla terza settimana di gravidanza, dando origine a un gruppetto di cellule dalla forma appiattita chiamate angioblasti. Successivamente gli angioblasti si uniranno dando origine ai vasi sanguigni. Il tutto è bilanciato biologicamente da meccanismi che stimolano e frenano la produzione dei vasi. Quando il meccanismo non è ancora ben regolato ecco che compaiono nel neonato dei vasi capillari di troppo, che formano appunto le macchie.

Si calcola che almeno un neonato su tre presenti, al momento della nascita o nelle primissime settimane di vita, una qualche, seppur minima, anomalia vascolare. Nella maggior parte dei casi, dopo un primo periodo di veloce crescita della durata di alcuni mesi (3-6 mesi), queste macchie tendono a regredire fino a scomparire e nella fascia di età tra i 3 e i 6 anni quasi tutti gli angiomi di solito spariscono spontaneamente senza lasciare traccia (verso i 3 anni i meno estesi, verso i 6 anni i più grandi).

Le sintomatologie temporanee neonatali sono diverse e possono essere più o meno gravi, transitorie o croniche. Tra queste abbiamo per esempio l’ittero fisiologico, ovvero la colorazione gialla della pelle del neonato, dovuta a un eccesso di bilirubina nel sangue, che ancora il fegato del piccolo non riesce a smaltire bene. E poi c’è la crosta lattea sulla testa e la normale desquamazione della pelle del neonato, che si può trattare massaggiando delicatamente olio di mandorle dolci sulla pelle. Le fontanelle, ovvero le zone molli del cranio (suture craniche) che non si sono ancora chiuse e trasformate in tessuto osseo (lo faranno entro il quarto mese di vita), che si notano maggiormente nei bambini che hanno capelli chiari. Le vescicole sul labbro superiore, dovute alla suzione, che possono apparire e scomparire in ogni momento senza che sia necessario intervenire.

Esiste tuttavia una spiegazione scientifica anche alle irrefrenabili voglie delle gestanti: gli estrogeni prodotti dalla placenta durante la gravidanza rendono le future mamme tese e ansiose, favorendo così l’insorgere delle cosiddette “spinte compulsive”. Accade quindi che la donna incinta si butti su cibi che di solito evita, lasciandosi guidare improvvisamente da pulsioni che fino a quel momento erano rimaste silenti.

Quelli che…È tutta colpa della Luna.

14 Lug

“È tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti.”  William Shakespeare.

È sera. Fermiamoci e rivolgiamo il nostro sguardo in alto. La Luna sarà lì, unico satellite naturale della Terra. Fin dall’antichità la Luna ha stimolato l’interesse e la fantasia dell’uomo. Mitologie lunari si ritrovano in tutte le culture: la sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini a immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite.

20 luglio 1969. Neil Armstrong lascia la prima impronta di piede umano sul suolo lunare. Oggi, a oltre quarant’anni dalla sua conquista da parte dell’uomo, la Luna continua ad alimentare mitologie condivise da molte persone riguardo alla sua influenza su molti fatti terreni.

Ma alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, quali sono i reali influssi che il nostro satellite esercita sulla Terra e quanto invece è solo il frutto di mitologie sopravissute alla rivoluzione scientifica?

Influssi accertati:

L’effetto più evidente e maggiormente conosciuto di influsso lunare sulla Terra è costituito dalle maree oceaniche. La marea è un moto periodico di ampie masse d’acqua che si innalzano e abbassano con frequenza periodica (giornaliera o frazione di giorno). Sono fenomeni complessi che sono principalmente generati da due fattori: l’attrazione congiunta della Luna e del Sole sugli oceani e la forza centrifuga dovuta alla rotazione del sistema Terra-Luna intorno al proprio centro di massa.

Un fenomeno simile alle maree oceaniche interessa l’atmosfera terrestre. Con un meccanismo analogo a quello che fa muovere l’acqua degli oceani (anche se sono innanzitutto provocate dal riscaldamento dell’atmosfera da parte del Sole), anche le masse gassose dell’atmosfera possono spostarsi determinando le cosiddette maree atmosferiche. Tali maree possono determinare piccole differenze di pressione dell’ordine di qualche millesimo di millimetro di mercurio (la pressione atmosferica è mediamente di 760 mm di mercurio), che non riesce però ad incidere sulla climatologia, dominata da forze ben più importanti.

Un terzo tipo di maree sono le cosiddette maree terrestri. Il globo terrestre presenta nel suo insieme una certa elasticità e, sottoposto a tensioni originate dallo stesso meccanismo che origina le maree oceaniche e atmosferiche, può subire piccole deformazioni. Inoltre, le maree prodotte sulla Terra dall’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole possono innescare terremoti alterando la tensione sulle faglie (anche se i risultati di queste ricerche rimangono ancora dubbi).

L’unico effetto che è in grado di produrre la luce lunare da un punto di vista fisico sugli esseri viventi è un debole fototropismo (ossia la curvatura di una pianta verso uno stimolo luminoso esterno) su alcune piante, nettamente inferiore ovviamente a quello dovuto alla luce solare o alle luci artificiali.

Inoltre, alcuni organismi marini, ad esempio un particolare verme tropicale, sembrano avere un comportamento riproduttivo influenzato dalla luce lunare, riproducendosi solo durante l’ultimo quarto di Luna.

Influssi presunti:

In molte culture, soprattutto contadine, si ritiene che esistano profonde correlazioni tra l’attività lunare e le condizioni meteorologiche. Le variazioni di pressione prodotte dalle maree atmosferiche e la quantità di energia elettromagnetica trasportata dalla radiazione lunare appaiono però troppo piccole per generare effetti apprezzabili sulle condizioni atmosferiche.

Sono stati scritti innumerevoli trattati e creati veri e propri calendari che dettano le regole e scandiscono i periodi in cui seminare, tagliare, trapiantare, raccogliere, ecc., tutte le pratiche agricole insomma che comportano un’ottimizzazione del prodotto finale per il fabbisogno umano. Tutti i consigli forniti possono essere sintetizzati in una regola generale: “Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante”. Molte di queste credenze sono state sottoposte a verifiche rigorose, e in nessun caso sono emerse conferme attendibili. La luce lunare, ad esempio, pur essendo in grado di provocare tropismi (vedi sopra), è troppo debole per influenzare in modo apprezzabile la crescita di una pianta. Non sembra neppure ragionevole pensare che abbiano un’influenza gli effetti gravitazionali della Luna. Se fosse vero, infatti, si dovrebbero riscontrare differenze di accrescimento anche in orti che si trovano a distanze diverse da colline o caseggiati. Infatti, l’effetto gravitazionale di questi ultimi è senz’altro comparabile con quello lunare.

Discorso analogo vale anche per l’imbottigliamento del vino. Sembra estremamente improbabile che la gravità lunare (visto che nelle cantine la luce lunare naturalmente non arriva) possa influenzare le reazioni chimiche che determinano la qualità finale del prodotto. Si otterrebbero gli stessi risultati trascurando del tutto la Luna e guardando solo alle stagioni, alle condizioni atmosferiche, all’umidità, allo sfruttamento ottimale del terreno, alla salvaguardia dell’ambiente circostante, ecc.

Nel passato molte patologie venivano associate agli influssi lunari. L’esempio più noto è quello dell’epilessia, che veniva chiamata mal della Luna. Retaggi di queste antiche credenze si ritrovano ancora nel linguaggio attuale: un tipo volubile è detto lunatico e il cattivo umore viene indicato come Luna storta. Inutile dire che la medicina moderna ha destituito di ogni fondamento queste antiche credenze.

Un’altra correlazione diffusa è la durata del ciclo mestruale femminile in perfetta sintonia con il mese lunare. Tuttavia, analisi statistiche accurate hanno dimostrato che il ciclo medio femminile è di 28 giorni, con una grande variabilità che va da un minimo di circa 20 ad un massimo di circa 50 giorni. Il mese lunare è invece di 29 giorni e mezzo. La perfetta coincidenza salta del tutto e la somiglianza tra ciclo mestruale e mese lunare appare del tutto casuale.

Altra convinzione radicata è quella che riguarda la crescita dei capelli e delle unghie, che si ritiene crescano più rapidamente durante la fase di Luna crescente. Ben difficilmente la luce lunare o i suoi effetti gravitazionali possono influenzare le complesse reazioni biochimiche che determinano la crescita delle nostre strutture cheratiniche.

Cercare le periodicità e gli influssi della Luna è difficile da un punto statistico perché possiede molti moti, oltre a quelli che noi vediamo dalla Terra. Ma in fondo non c’è niente di male ad avere qualche piccola mania o abitudine, se essa non reca danno né a voi né al vostro prossimo. La Luna è così bella, così poetica, così importante per la Terra, che vale bene un occhio di riguardo.

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