Archivio | Paleoantropologia RSS feed for this section

Quelli che…L’uomo non è mai andato sulla Luna.

17 Set

Ok, se siete arrivati su questo post convinti di leggere dimostrazioni che smentiscono i lunacomplottisti, cioé tutte quelle persone che sostengono di avere prove (pseudo)scientifiche del fatto che le missioni americane che portarono all’arrivo del primo uomo sulla Luna il 20 luglio 1969 e a una serie di esplorazioni del nostro satellite conclusasi nel 1972 non sarebbero mai avvenute, vi invito ad andare qui e qui, dove il bravissimo smascheratore di bufale Paolo Attivissimo demolisce in poche caustiche parole il castello di carte di chi pensa che le missioni lunari siano state tutte una messinscena girata in studio.

Il titolo dell’intervento è solo un pretesto per riflettere sulla strada compiuta dal genere umano…

I sentieri ininterrotti di Homo sapiens.

L’unità e la diversità del genere umano sono scritte nei geni, nei reperti storici antichi, nelle culture, nelle lingue. Nell’evoluzione biologica e in quella culturale. Se alziamo lo sguardo sull’insieme, scopriamo che la storia ha una sua continuità, una filigrana segnata dallo spostamento delle popolazioni umane e dalle loro relazioni, un gruppo fondatore dopo l’altro.

Questa è l’impronta di un Australopithecus afarensis nel sito di Laetoli 3,7 Milioni di anni fa, in Africa, al confine tra Kenya e Tanzania. Siamo nella parte meridionale della piana del Serengeti, si sentono in lontananza i cupi brontolii del vulcano Sadiman in eruzione. 2 individui bipedi di taglia diversa camminano senza fretta. Il grosso maschio e la femmina più minuta sono costantemente uno al fianco dell’altro. Sembra infatti che siano passati di lì nello stesso momento: addirittura rimanendo a contatto fisico, come tenendosi per mano. C’è poi un terzo individuo, ancora più piccolo, probabilmente un immaturo: un cucciolo. E il bambino fa una cosa buffa: cammina quasi saltellando, per mettere i piedini nelle impronte lasciate dal più grande dei 2 adulti. E il gruppo di famiglia prosegue la sua marcia…

L’impronta nella foto è storicamente (ed erroneamente) considerata la prima impronta sulla Luna di Neil Armstrong. Questa foto, numero di catalogo AS11-40-5877, insieme alla sua gemella AS11-40-5878 e a quella con il piede dell’astronauta AS11-40-5880, fu scattata invece decine di minuti dopo il primo passo e mostra in realtà un’impronta di prova pianificata. Inoltre non fu prodotta da Armstrong ma dal suo compagno di escursione lunare Buzz Aldrin. Esiste anche la ripresa a colori del momento in cui Aldrin produce quest’impronta. L’evento è documentato in dettaglio nell’Apollo Lunar Surface Journal.

Di passo in passo.

Dalle orme sulla cenere vulcanica di Laetoli, di 3,75 milioni di anni fa, alle orme di Neil Armstrong sulla Luna del 1969, è stato un lungo cammino. Anche in questo istante, qualcuno in una parte del mondo si sta mettendo in cammino. Fin dai tempi più remoti della storia umana è muovendoci che abbiamo imparato, scoperto, cercato di migliorare le nostre condizioni di vita.

Di passo in passo, la nicchia ecologica della specie umana è diventata la Terra nella sua interezza. Ora il mondo non è più abbastanza vasto per scoprire terre nuove: i nuovi fondatori dovrebbero cercare spazio su altri pianeti. Gli scambi globali di persone e di idee, sempre più fitti, promettono invece di rimescolare ancora le storie della diversità umana. Ogni cultura diventa sempre più multiculturale al proprio interno.

Il potere che la specie umana ha acquisito sull’ambiente naturale, trasformandolo per i propri scopi, ha fatto dell’intero pianeta un ambiente antropizzato, in buona parte artificiale. Non siamo mai stati capaci, però, di prevedere le conseguenze a lungo termine delle nostre scoperte e invenzioni. Più cresce il nostro potere sull’ambiente naturale e umano, più diviene inderogabile contemplare le conseguenze dei nostri interventi e assumere la responsabilità delle nostre azioni.

Le migliaia di culture dell’umanità sono altrettanti tentativi riusciti di abitare un ambiente terrestre e propagare la specie. Ciascuna di queste ha preziosi contributi da portare all’evoluzione dell’umanità nel suo insieme. Una specie africana giovane, inventiva ed espansiva, a partire dalla sua unità ha saputo generare la diversità. Ora proprio dalla storia della diversità può imparare a riscoprire la sua unità.

Quelli che…L’Uomo discende dalle Scimmie.

5 Ago

“Esistono 193 specie viventi di scimmie con coda e senza coda; di queste, 192 sono coperte di pelo. L’eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens.”  Desmond Morris, zoologo.

Fraintendimenti storici.

È l’estate del 1860, a Oxford (Inghilterra), e il libro di Darwin L’origine delle specie è stato pubblicato da soli sette mesi. Oltre 500 persone tra uomini e donne, in sobri ed eleganti abiti estivi, si sono riuniti alla British Association per assistere a un incontro sulle ultime scoperte scientifiche. Dal podio dell’oratore parla il vescovo Samuel Wilberforce, che spiega i princìpi del darwinismo, l’azzardata teoria secondo la quale gli uomini non sono una creazione divina, ma l’evoluzione di animali. L’enfasi nella voce di Wilberforce cresce quando domanda ai suoi ascoltatori se “discendono dalle scimmie per parte materna o paterna”.

È l’estate del 2004, a Dover (Pennsylvania, USA) un membro scontento del consiglio scolastico di una scuola pubblica, guidato dallo spirito di protesta, sostenne che bisognava escludere l’insegnamento dell’evoluzione dai programmi scolastici poiché insegna che “gli uomini discendono dalle scimmie e dagli scimpanzé”.

A Oxford come a Dover, non è stato messo in luce alcun reale difetto della teoria dell’evoluzione e non è stata apportata alcuna prova per smentire la relazione tra uomini e primati. In entrambi i casi l’evoluzione viene presentata in modo errato e criticata sulle basi di una reazione puramente emotiva alle implicazioni a essa collegate. Per valutare il mito che “gli uomini discendono dalle scimmie”, bisogna innanzitutto definire la reale posizione dell’evoluzione rispetto ai legami esistenti tra l’uomo e le altre specie viventi.

Un po’ di sistematica.

Gli uomini sono animali. Gli uomini hanno un passato evolutivo. Per individuare sia la posizione attuale che quella passata della specie umana nel mondo degli esseri viventi, è sufficiente iniziare classificando le diverse forme di vita: a quali gli uomini sono più simili e da quali invece differiscono?

Tutti gli esseri umani sono dei Vertebrati, infatti come tutti i vertebrati abbiamo una spina dorsale. Gli esseri umani sono mammiferi, infatti come tutti i mammiferi abbiamo peli o capelli, ghiandole che producono latte e tre ossa separate nella parte media dell’orecchio. Gli esseri umani sono primati, infatti come tutti i primati abbiamo unghie alle dita delle mani e dei piedi, un pollice opponibile e quattro incisivi nella mascella superiore e quattro in quella inferiore (mandibola). Gli esseri umani sono apes (scimmie antropomorfe), infatti come tutte le antropomorfe non abbiamo coda, le scapole sono poste sul dorso e non lateralmente e abbiamo un modello a Y dei solchi sulla superficie masticatoria dei molari.

L’ordine dei Primati si suddivide in due sub-ordini, le Proscimmie e le Scimmie o Antropoidi (Anthropoidea). Le Proscimmie comprendono i lemuri, i loris e i tarsi suddivisi a loro volta in numerose famiglie. Le Scimmie si suddividono in due infra-ordini, Platyrrhini o Scimmie del Nuovo Mondo, caratterizzate dal setto nasale largo e narici laterali divergenti, e Catarrhini o Scimmie del Vecchio Continente, caratterizzate da setto nasale stretto. Le Scimmie catarrine comprendono due superfamiglie, Cercopithecoidea, scimmie quadrupedi e con coda, ed Hominoidea, quest’ultima comprendente tre famiglie, Hylobatidae (i gibboni, il siamang ed altre specie che vivono nell’arcipelago indonesiano, nella penisola malese e in Indocina), Pongidae e Hominidae. I Pongidi, ovvero le grandi scimmie antropomorfe (great apes), comprendono l’orango (Pongo pygmaeus), che vive nelle foreste di Sumatra e del Borneo; il gorilla (Gorilla gorilla), lo scimpanzé (Pan troglodytes, lo scimpanzè di taglia maggiore, e Pan paniscus, lo scimpanzè pigmeo o bonobo, che alcuni considerano una specie distinta). Il gorilla e le diverse specie di scimpanzé abitano le foreste vergini dell’Africa equatoriale. Gli Ominidi sono rappresentati da un’unica specie vivente, Homo sapiens.

Da che parte è la ragione?

Il nostro viaggio attraverso il Mondo degli Animali ci ha portato sino alle basi della controversa e molto dibattuta affermazione che “gli uomini discendono dalle scimmie”. Da che parte è dunque la ragione?

Una semplice analisi delle caratteristiche degli esseri viventi dimostra chiaramente, come abbiamo visto, che gli uomini sono mammiferi e, tra questi, sono primati. È quindi possibile confutare le critiche di chi sostiene che credere nell’evoluzione significhi riportare l’uomo al mondo dei primati, perché in realtà l’uomo già appartiene a quel mondo.

In realtà l’uomo non può derivare da un animale che gli è contemporaneo, così come uno di noi non può essere figlio della propria cugina. Darwin affermò semplicemente che uomo e scimmia dovevano aver avuto, in un tempo non molto lontano, antenati comuni, così come due cugini hanno dei nonni o dei bisnonni in comune. Andando molto indietro nel tempo, si arriverebbe a quei pochi organismi primordiali che sono stati gli antenati di tutte le forme viventi attualmente presenti sulla Terra.

Si sente dire anche: “lo scimpanzé, antenato più prossimo […]“. La frase messa così è infatti sbagliata. Gli antenati più prossimi della nostra specie (Homo sapiens) non sono le scimmie moderne antropomorfe, ma ominidi ora estinti. Con le scimmie antropomorfe moderne noi intratteniamo una parentela alla lontana. Loro non sono nostri antenati e noi non siamo loro discendenti. Siamo cugini, il che significa che abbiamo nonni e bisnonni in comune.

Quindi affermare che l’uomo discende dalla scimmia, come spesso si sente dire, è un errore grossolano e gravissimo che commettono coloro che ignorano i dettagli di quell’importante conquista del genere umano che è la teoria dell’evoluzione. Le scimmie e l’uomo  (nonostante condividano gran parte del corredo genetico) appartengono infatti a due rami evolutivi diversi (e separati) con un antenato comune che oggi non esiste più in quanto tale.

The Big Blog Theory

The science behind the science

m e d i t a n z a

di passi e di onde

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: